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Perché Meditare?

mindfulness

5 MOTIVI PER INIZIARE 

5 MODI INFALLIBILI PER TROVARE IL TEMPO

All’idea di iniziare a meditare, soprattutto se è un’esperienza che non abbiamo mai avvicinato direttamente o se ci è del tutto lontana, sono diverse le suggestioni che potremmo sentir emergere: 

forse un senso di curiosità che pregusta una piacevole aspettativa di rilassamento, o il richiamo di un fascino orientale, ma anche la noia per un forzato far niente, magari accompagnata dal corpo che già si fa irrequieto al sol pensiero, o il desiderio di evasione da questa realtà verso qualche altro stato di coscienza, o forse l’idea di una tecnica tra le altre per raggiungere degli obiettivi.

E allora proviamo ad entrare nel significato originario di questa parola, meditazione, e ad aprirci a quello che essa autenticamente è. In sanscrito la troviamo come citta-bhāvanā, ossia portare in essere il citta, la mente-cuore; nel latino corrisponde al verbo medēri, che ha a che fare con una cura che risana e guarisce. Alla sua radice vibra quindi un prendersi cura che fa essere, un prendersi cura della mente (e del) cuore che ne coltiva e porta all’essere la vera natura. Accedere alla vera natura del nostro essere è ciò che ci fa prendere pienamente posto nella nostra vita, e che ci risveglia all’unico momento che abbiamo a disposizione per vivere, il momento che si dispiega proprio ora, il presente. 

E allora, perché meditare? Ecco I 5 grandi perché della meditazione

1) LA MEDITAZIONE CAMBIA LA NEUROBIOLOGIA DEL CERVELLO E I MECCANISMI AUTOMATICI DELLA MENTE

Fa entrare in profondità nel territorio del funzionamento della mente e modifica i circuiti neurali legati a schemi mentali appresi di sofferenza, scioglie blocchi e modalità difensive reiterate. È agendo sulla neuroplasticità del cervello che cambia la nostra mente,  e cambiando la mente cambia il nostro modo di percepire l’esperienza, di relazionarci ad essa e a noi stessi, e di agire.

2) LIBERA DALLA SOFFERENZA 

Anche un secondo di consapevolezza è una pausa benefica nell’aggrovigliarsi della mente. (Venerabile Sujiva)

Come di fronte ad uno specchio opaco ciò che vi si riflette viene velato e deformato, così le proiezioni della nostra mente colorano ciò essa tocca. La meditazione è ciò che rende brillante lo specchio della mente, lavando via i filtri abituali di disistima, negatività e paura con cui attribuiamo significati a noi stessi e alla realtà, in modi che tanto ci allontanano dalla coltivazione della felicità e della serenità.

3) FORNISCE UNA CURA RIPARATORIA VERSO LE ESPERIENZE DOLOROSE DEL PASSATO CHE CONDIZIONANO IL PRESENTE

Non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice.  (John Bradshaw)

La meditazione è un nutrimento quotidiano che nel presente diamo alla mente-cuore, che lenisce con cura e amorevolezza ciò che in noi è più vulnerabile e che più ha bisogno di essere visto. È una sorgente quotidiana di gentilezza e sollecitudine che, pratica dopo pratica, ci rende sempre più vicini e in ascolto di noi stessi e che, dall’interno del nostro funzionamento neuro-mentale, nutre, ripara ed espande un senso di Sé autentico.

4) ACCRESCE E STABILIZZA STATI MENTALI CHE FAVORISCONO GUARIGIONE E BENESSERE

La meditazione induce stati della mente trasformativi e benefici, che sono di per sé degli antidoti a stati interni afflittivi. Presenza mentale, attenzione focalizzata sul presente, calma concentrazione, chiara comprensione, sintonizzazione empatica, compassione, apertura equanime all’esperienza che si attraversa momento per momento. Attraverso la pratica questi stati vengono coltivati intenzionalmente, stabilizzati e incrementati, al punto da passare da condizioni momentanee a modalità che pervadono in maniera stabile tutto il nostro essere.

5) PORTA AD ORGANIZZARE IN MODO NUOVO E SALUTARE IL PROPRIO TEMPO QUOTIDIANO

Quando nell’arco della giornata scegliamo di dedicare dei momenti alla meditazione, questo intento richiede per essere realizzato che noi lo alimentiamo con le risorse di pianificazione, energia e disciplina giuste per noi. Cosa accade quando si innesca questo impegno nella nostra vita? Che quella che sembrava un’aggiunta diventa una semplificazione, che la nuova richiesta di tempo diventa un guadagno quotidiano di tempo, perché la luce chiara del nostro lavoro interiore arriva a contattare ciò di cui abbiamo davvero bisogno, e a lasciar andare le dispersioni di tempo legate a ciò che in realtà non ci serve e non ci nutre. 

TROVARE IL TEMPO, SI PUÒ!

Schiavi del tempo 

Anche un viaggio di mille miglia inizia con un primo passo

  (Lao Tzu)

Una difficoltà che potrebbe sorgere a questo punto, e che spesso scoraggia dall’intraprendere un percorso di meditazione, è come ricavare il tempo per poterlo fare nelle nostre giornate già così piene, e riempite. Dedicare un tempo alla meditazione nelle 24 ore della giornata non significa dover avere a disposizione un’ora intera o nulla, e nemmeno mezz’ora o nulla, soprattutto all’inizio. L’importante è la qualità dell’intenzione con cui scegliamo di esserci, anche solo per 5 minuti, o per 3 minuti. Un passo alla volta, e il tempo che offriamo a noi stessi per essere presenti e prenderci cura di noi nutrirà se stesso. 

Vediamo allora 5 metodi semplici e infallibili per iniziare!

1) NON ASPETTARE IL LUOGO IDEALE

Non serve aspettare di essere nel luogo perfetto per meditare, magari avvolti nel silenzio, in una natura meravigliosa o in una stanza piena di cuscini e incensi. Perché quel luogo potremmo non averlo mai. Ovunque siamo, quello è il posto giusto, perché abbiamo già tutto quello che ci serve in ogni momento: il corpo e il respiro su cui poggiare l’attenzione. 

2) NON ASPETTARE IL MOMENTO GIUSTO

Meditare è prendere posto nel momento presente della nostra vita. Qualunque sia questo momento. Sedersi in meditazione è prendere questo posto. Quante volte nell’arco della giornata siamo seduti su una sedia davanti ad una scrivania o un tavolo, o su un divano o addirittura sul sedile di un autobus? Ogni volta che lo siamo, quello può essere un momento in cui essere consapevoli. Quando siamo già seduti possiamo se vogliamo chiudere gli occhi e portare l’attenzione all’interno, per 10,5, 3, o 1 minuto: 1 minuto lo troveremo sempre, in fondo anche 5, in fondo anche…

3) BUONGIORNO E BUONANOTTE CONSAPEVOLI

Ogni volta che il nostro corpo è disteso, quella è un’occasione da utilizzare per praticare la presenza. Senza che noi si debba cercarli intenzionalmente, ci sono dei momenti della giornata in cui il nostro corpo è già disteso, appena svegli la mattina per esempio, e appena ci mettiamo nel letto la sera. Allora possiamo ricordarci di offrirci qualche minuto di consapevolezza mentre diamo il buongiorno a noi stessi o mentre ci prepariamo alla notte.

4) TRASFORMA LE ATTESE IN MOMENTI DI PRESENZA

Ogni volta che ci troviamo forzatamente in attesa, in piedi o seduti, alla fermata dell’autobus, alla posta, in treno, o addirittura davanti all’ascensore, quello è un momento di cui ricordarsi e che può diventare di pratica, in cui portare attenzione al nostro corpo e anche allo stato della mente, chissà quante volte impaziente e annoiata!

5) MEDITA LAVANDO I PIATTI!

uomo che lava i piatti

 

 

 

 

 

 

Si, hai capito bene! Ricordiamoci che non c’è un solo modo per meditare, né tantomeno che lo si può fare solo seduti sul cuscino da meditazione. Soprattutto nelle giornate in cui non riusciamo a ricavare un tempo per la meditazione formale, possiamo dedicarci ad una pratica informale di consapevolezza, scegliendo come oggetto di pratica qualunque attività quotidiana, per esempio lavare i piatti! Meditare lavando i piatti consiste nel focalizzare l’attenzione su quello che stiamo facendo, mentre lo stiamo facendo, connessi con le sensazioni fisiche legate allo scorrere dell’acqua e del sapone tra le mani, ai suoni prodotti dalle stoviglie, ai movimenti del nostro corpo, allenandoci a riportare l’attenzione alle sensazioni connesse a quello che stiamo facendo ogni volta che scopriamo la mente altrove.

Qualunque attività può diventare un esercizio di presenza, quindi spazio alla creatività!

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Tags: meditazione mindfulness

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