Mail. info@cuoreconsapevole.it

Sede di Monteverde: Via Guido Guinizelli, 96 - Roma

Comunicare dalla Rabbia, Comunicare dalla Compassione

13322015rabbia-1132x670.jpg

La Mindfulness nelle relazioni

 

“La presenza mentale è il punto di partenza di tutte le trasformazioni” Christina Feldman

 

Proviamo a pensare all’ultimo scambio verbale che abbiamo avuto in questa giornata. Riportandolo alla mente, torniamo a sintonizzarci con l’esperienza sentita che abbiamo vissuto: cosa è accaduto nel nostro corpo durante l’interazione, sono emerse delle emozioni e come hanno trovato espressione, quali flussi di pensiero si agitavano o semplicemente scorrevano mentre eravamo in relazione con l’altro.

Concediamoci qualche momento per esplorare l’esperienza interna che abbiamo attraversato.

Ora portiamo l’attenzione da ciò che sentiamo essere accaduto in noi sotto forma di sensazioni, emozioni, pensieri, a ciò che attivamente è promanato da noi, ossia le parole che abbiamo scelto di rivolgere all’altro. 

Scelto?

Ecco il punto chiave: notiamo se abbiamo avuto un’intenzione pienamente vista e consapevole di dire ciò che abbiamo detto, nel modo in cui lo abbiamo fatto, o se invece parole e modalità hanno avuto una forza propria, che potremmo definire automatica. Una forza che potrebbe averci diretto verso esiti diversi dal nostro intento originario verso l’altro, per esempio accrescendo una spirale di lontananza e incomprensione, a volte anche di recriminazione e rancore. Anche se il messaggio da comunicare per noi era solo quello di essere riconosciuti e, nel migliore dei casi, anche quello di riconoscere!

Probabilmente tutti potremmo sentir risuonare quella coercizione che su ciascuno di noi esercitano gli schemi comunicativi che frequentiamo di più, e che diventano appunto l’abitudine con cui ci rivolgiamo agli altri, in particolare a “certi” altri, volendolo o meno. Altrettanto spesso potremmo riconoscerci nel “non avrei mai voluto parlare così”, o nel “non era mia intenzione”, quando ci troviamo a contare gli effetti di una comunicazione inconsapevole.

Essere inconsapevoli quando comunichiamo significa entrare in un contatto con l’altro che non si sincronizza con il presente e in cui si attivano precisi filtri a deformare la vista dell’altro e l’ascolto della sua esperienza. Potremmo pensare a questi filtri come a dei veleni che inquinano l’immediatezza della relazione: il primo di questi veleni è il condizionamento del passato, che si solidifica in strati di già saputo che appesantiscono il cuore; il secondo veleno è l’anticipazione del futuro, che scacciamo all’esterno sotto forma di proiezioni che rivestono l’altro di potenti emozioni, che poi scambiamo per realtà; il terzo veleno è l’abitudine alla reattività, tipica di quella che alcuni chiamerebbero la mente scimmia, la mente non addestrata o ordinaria, o più semplicemente la nostra mente sempre più stressata, spesso indifesa e disorientata, che fa suo malgrado dell’attacco una strategia ordinaria di sopravvivenza, non solo attraverso l’energia della rabbia, ma anche in quella sottile aggressività dell’irritazione e dell’impazienza che impercettibilmente si fa strada nella routine, fino a creare solchi di abitudini a cui diventa difficile rinunciare.

Come lavorare con tutto questo?

Il punto di partenza di ogni trasformazione è passare dall’agire l’automatismo dell’inconsapevolezza ad accorgerci dell’automatismo, inizialmente può darsi nei momenti successivi, gradualmente svegliandoci nel vivo del suo dispiegarsi, fino ad arrivare a percepire il momento stesso in cui sorge l’impulso, con il tempismo giusto per poter scegliere di cambiare strada, esplorando così modalità comunicative più sagge e liberanti per noi stessi e gli altri.

L’osservazione costante e paziente delle modalità in cui funzioniamo nella relazione ha il potere di sciogliere la rigidità dei meccanismi automatici, di allentare la presa della reattività e ammorbidire il disappunto con cui tanto spesso incontriamo noi stessi e gli altri.

Un impulso osservato è un’opportunità di crescita e scelta, un impulso non visto è una trappola verso la coazione e il ritorno di sofferenza.

Nello spazio che si crea quando intenzionalmente portiamo consapevolezza alle modalità comunicative che attuiamo momento per momento, è possibile far entrare un’attitudine che guarisce sorprendentemente le ferite provocate dall’incomprensione e dalla separazione, e che parlano in noi con la voce della rabbia e della reattività:

si tratta cioè di ricordare che la persona che abbiamo di fronte, proprio come noi, desidera non soffrire ed essere felice e che, proprio come noi, è mossa da un insieme interdipendente di fattori che arrivano ad esprimersi qui e ora.

Essere in relazione con il coraggio di uno sguardo più ampio, che si apre a riconoscere il cammino nostro e dell’altro a contatto con la sofferenza, è la forza della compassione. Quando le parole prendono voce da questo sentire spazioso e disponibile, allora si aprono tracciati nuovi e inaspettati nella relazione, che liberano, pacificano e arricchiscono.

Pin It

Tags: meditazione mindfulness

Le informazioni, suggerimenti e consigli contenuti in articoli, video, audio, ebook, webinair, corsi di formazione ecc. pubblicati sul sito Cuore Consapevole devono intendersi esclusivamente a carattere divulgativo e ricreativo e non costituiscono in alcun modo trattamenti sanitari e/o diagnosi mediche e psichiatriche.
Cuore Consapevole non assume alcuna responsabilità derivante dall’uso improprio delle informazioni, suggerimenti e consigli presenti nel sito.
Per problematiche inerenti alla salute si consiglia comunque di consultare il proprio medico.

Cuore consapevole non è una testata giornalistica e il sito omonimo viene aggiornato senza alcuna periodicità e la frequenza degli articoli non è prestabilita. Non può essere pertanto considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001.
Cuore Consapevole - Blog di Mario Picozza
Copyright © 2019 - Tutti i diritti riservati.
P.IVA 15294241003
C.F. PCZMRA88S09H501Y

Leggi la nostra informativa sulla Privacy

  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Sede:
    Via Guido Guinizelli, 96 Roma
Powered by:
Musa Studio